Tremonti il pacificatore
Nel bailamme che si è scatenato nel Popolo della libertà serve un pacificatore, capace di riportare il confronto sul piano politico, risollevandolo dalla melma in cui sta scivolando, e Giulio Tremonti prova a farlo con argomenti e posizioni non prive di potenziale efficacia. Non si limita a un appello a una duplice tregua – all’interno della maggioranza e con l’opposizione – ma ne delinea le basi possibili. Leggi Fini prepara il disarmo ideologico per rinviare la legge sul fine vita

Da qui parte per offrire al Pd che uscirà dal congresso un ruolo preminente come un interlocutore responsabile, mentre risponde alla sparata di Pierferdinando Casini sulla nuova maggioranza da fare in “dieci minuti” osservando che un governo basato su quella maggioranza durerebbe altrettanto. Tremonti, insomma, propone una piattaforma politica di pacificazione che considera basata sui dati della realtà italiana. Un po’ semplicisticamente dipinge come ombre della caverna platonica le immagini e gli scenari di conflitti insanabili e di catastrofi imminenti. L’idea che la realtà sia tutta e sola quella che si avverte nelle stanze del governo, mentre al di fuori ci sarebbero “stereotipi, imitazioni della realtà”, è suggestiva ma un po’ troppo accademica. E tuttavia certi vezzi cattedratici non fanno poi così ombra al rango politico sempre più alto del professor Tremonti.